Un elogio alle forze dell'ordine e in particolare a degli ispettori del lavoro presso l'Ufficio Provinciale di Reggio Calabria. Un mio amico e conoscente mi ha raccontato come questi abbiano scovato un cittadino e gli abbiano inflitto una severa multa e una denuncia presso l'autorità giudiziaria.
I giornali, le tv e tutti eravamo a conoscenza di grossi malaffari, come quello di Rosarno ed essi, da indomiti e coraggiosi servitori della Stato, mentre erano in perlustrazione per guadagnarsi il pane, notavano un signore con accanto un soggetto di pelle scura, di certo un extracomunitario, in una proprietà privata. Accanto ad essi un cittadino anziano che maneggiava legna presso un albero d'ulivo. Pensate che l'indiano aveva in mano una motosega!
Capite che giustamente ognuno deve guadagnarsi il pane, in qualche modo, la Provvidenza aveva voluto che trovassero il pacifico di turno che gli permetteva di poter dire che il proprio lavoro lo fanno!
Al mio amico, che osservava che di ben altre cose si sarebbero dovuti occupare, io ho obbiettato:"Essi erano impegnati li come facevano ad essere contemporaneamente nei tanti 'Rosarno' della Calabria ?. E poi, un padre di famiglia non può certo andare a ad affrontare la 'ndrangheta! Quelli come minimo ti mandano dove san loro e solo a guardarli ti fanno cagare addosso. Ma giustamente bisogna lavorare e meritarsi i soldi che lo Stato da ai propri paladini! Qualcosa bisogna pur farla!" Quindi loro, da alfieri e combattenti contro il crimine, piombavano in automobile, senza chiedere neanche permesso, e sempre più stimolati dall'aspetto pacioccone e imbelle del soggetto da colpire, si qualificavano, per il bene supremo della nazione e con grande professionalità, interrogavano il malcapitato cittadino impietrito dal blitz improvviso e verbalizzavano il tutto a modo loro.
Poco importa che il cittadino in questione fosse un noto professionista, impegnato nel volontariato, che ogni tanto va a divertirsi in un appezzamento di terra di un ettaro che ha in comproprietà coi propri fratelli, che l'indiano non era li per lavorare ma che era passato a salutarlo, che quel pezzo di terra non è un'azienda e che non frutta niente ed è solo un hobby. Giustamente era l'occasione quella per dimostrare che lo Stato è forte e non guarda in faccia nessuno, "la legge è uguale per tutti". E si, proprio così "che si crede quel signore pacioccone professionista da strapazzo!? Lo Stato non ha paura di lui!" Capisco certe persone che in altro modo non riescono a realizzarsi, e le quali nell'umiliare un cittadino, specie se culturalmente superiore e magari di un certo prestigio, si sentono dei padreterni, anche perchè sai che quel cittadino non ti farà mai del male e non userà contro di te nessun ricatto e nessuna vendetta.
Mentre le 'ndrine , e lo sapevamo tutti , imperversavano nelle piane, e anche oltre, e mentre gli schiavi da anni popolavano il nostro suolo, la forza dello Stato stava per abbrancare un cittadino "onesto".
Ma chi credono di essere questi onesti!? Sono uguali agli altri! Quale più grande esempio di coraggio e di imparzialità dei difensori dello Stato e della legalità. Forse che per fare il proprio lavoro bisogna andare a rischiare fra tanti mascalzoni? No non c'è bisogno, ci sono tanti cittadini tranquilli con cui si può ragionare, fare il proprio lavoro, dargli quello che si meritano e vivere felici.
E vivranno ancora cent'anni , e in ottima salute, e la nostra nazione avrà l'onore di essere servita da loro per tanti e tanti anni ancora.. Viva l'Italia viva la Repubblica.
P.S. Affermazioni del Signor Ministro Sacconi al QUESTION TIME del 20/01/2010, circa le direttive date agli uffici provinciali del lavoro della regione Calabria:
"... non andate a limare le unghie alle zanzare ma cercate gli elefanti". Eppure.............















