Sono ottimista per natura, sempre lo sono stato. Il mio ottimismo purtroppo cozza con il degrado che avverto attorno a me. Non solo l'Italia con le sue più rinomate città ma anche la Calabria e Ardore, il mio paese, sono sempre più invivibili.
Se un tempo c'era più povertà c'erano anche meno esigenze. E poi la povertà non è un valore assoluto, essa altro non è che il rapporto tra quanto si ha e quanto si vorrebbe. Per essere più chiaro esemplifico: se ho mille e volessi diecimila, sono un povero; se ho cento e mi accontento di dieci povero non lo sono più. Da qui il paradosso di potere essere povero con mille e non povero con dieci.
Lascio qui il discorso sulla povertà, mi riprometto di riprenderlo in maniera analitica.Torno all'argomento dell'articolo.
Ad Ardore Marina, accanto al degrado e agli atteggiamenti più meno delinquenziali, di cui dirò, mi scoraggia la mia incapacità a dare un mio contributo serio affinchè il mio paese possa uscire da questo tunnel e risorgere in tutti i sensi ma sopattutto culturalmente. Forse l'unica cosa che posso fare è scrivere finchè riuscirò a farlo.
In estate strade bloccate e musica a tutto volume nel centro del paese, senza pensare che non si può obbligare alla tortura gente che non vuole sentire quel chiasso assordante e superare al di là del consentito dalla legge il volume dei vari palchi musicali.
Ma la musica eziandio a una certa ora finisce (verso le 2-3 di notte) e tuttavia il fragore notturno diventa ancora peggiore, si continua ad assordare con i lavori di smontaggio del palco, tra urla e imprecazioni di chi ci lavora.
Intanto tutto questo parapiglia serve a bloccare le macchine dei residenti e a rallentare oltremodo il traffico sulla statale. Non si pensa agli anziani, agli ammalati e a quanti debbono andare il giorno dopo al lavoro e la pseudocultura dell'urlo, dell'apparire e del "me ne frego degli altri" imperversa. Non pensa chi di dovere che c'è un centro polifunzionale, grande e periferico, dove senza dare fastidio a nessuno e senza bloccare il traffico, si potrebbero svolgere tutte le feste paesane; e chi gradisce ci va.
E la notte ragazzi che girano indisturbati per le vie del paese senza che nessuno li fermi, a dar fastidio a questo e quello, come il suonare alle case e lanciare arance contro abitazioni di persone anziane.
Ma questo sarebbe niente, sempre più si stanno verificando fatti delinquenziali che mai s'erano visti nel mio paese. Chiedo a chi di dovere di farmarli finchè siamo in tempo, Rosarno docet.















