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Giovedì 04 Marzo 2010 09:56
amministratore
Nell'articolo precedentemente scritto su questo sito,"Berlusconi...Israele...Altri", si dava atto al nostro Presidente del Consiglio, che pur non essendo uno Statista e uno stratega di lungo corso, è pur sempre il numero uno in Italia nella capacità organizzativo-amministrativa e un tattico insuperabile. Oggi, purtroppo, tale giudizio non può rimanere tale.
Ciò alla luce degli errori madornali che il PDL ha commesso, in rapporto alle elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia; tutta l'efficienza che la macchina organizzativa di Berlusconi ha fin qui dimostrato viene appannata e sconfessata dalla gestione imbranata delle candidature per le prossime elezioni regionali. Il buono e saggio Napolitano definisce giustamente "un pasticcio questa situazione". Per l'incapacità del PDL in due regioni, il Lazio con la Polverini e la Lombardia col potente Formigoni, dati per sicuri vincitori, si rischia ormai di taglare fuori una fetta enorme di elettori del PDL."Dura lex sed lex", lo dico con grandssimo rammarico, se il tempo massimo per la presentazione delle liste è scaduto non c'è nulla da fare. I giudici applicano la legge, la legge la fanno i politici; se la norma non andava bene perchè non si è cambiata in tempi non sospetti? Allora che fare? Ci troviamo dinanzi a un conflitto immenso, da un lato il diritto costituzionale dei cittadini ad esprimere il loro voto e dall'altro il rispetto delle norme. In questa occasione è da ammirare lo stesso Di Pietro che dice di preferire "vincere sul campo e non a tavolino" e Bersani che dice di non cercare "avvenimenti che turbino la fisiologia del voto". Il PDL a questo punto, per garantire un diritto costituzionale, può percorrere due strade: quella del decreto legge o di una legge con l'accordo di tutte le forze politiche. A mio modesto parere seguire la prima via significherebbe darsi la zappa sui piedi: i candidati PDL potranno essere votati ma non sarei tanto sicuro della loro vittoria, il partito perderebbe consensi, anche a livello nazionale e politico, il declino di Berlusconi sarebbe definitivo. Se si segue la seconda via e si riuscisse a ottenere la riammissione dei candidati Polverini e Formigoni, le possibilità di vittoria di questi aumenterebbero (rispetto a quanto avverrebbe col dictat del decreto legge)anche se il PDL perderebbe consensi e l'opposizione ne uscirebbe rafforzata per la sua saggia decisione (democratica e costituzionale) di votare per la riammissione dei candidati PDL; se l'opposizione si chiude alle richieste, il PDL non decreta le nuove norme che permettano la riammissione e non si da la possibilità al popolo della libertà di votare i propri candidati, il PDL ovviamente perderebbe due regioni ma, a mio modesto parere,alla lunga guadagneebbe in consensi popolari e l'opposizione, dimostrandosi antidemocratica e approfittatrice, arretrerebbe nelle preferenze degli elettori. La cosa più deleteria sarebbe la protesta in piazza...contro chi?
Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 21:08