Vi sono di quelli che imparano solo per il lavoro, ed è stucchevole ordinarietà. /Vi sono di quelli che usano il sapere solo per trarne benefici materiali, ed è sordida avidità/Vi sono di quelli che desiderano il sapere per dominare gli altri, ed è mafia./Vi sono di quelli che imparano per sfoggiare il proprio sapere, ed è vanità./Vi sono di quelli che imparano per il gusto d’imparare, ed è volgare curiosità./Vi sono di quelli che cercano il sapere per migliorarsi, ed è cultura./Vi sono di quelli per i quali il sapere è uno strumento per aiutare gli altri a conoscere meglio se stessi e a maturarsi, ed è carità./
Di tutte le anzidette categorie solo le ultime due non abusano del sapere.
"Il sapere" di Roberto Polito, tratto dalla raccolta "6 POETI DELLA LOCRIDE".






Si narra che Zenone, figlio di mercante, andato in Fenicia per comprare della porpora sia naufragato davanti al Pireo e da li se ne sia andato in giro per Atene. Fermatosi presso un libraio sarebbe stato attirato dal libro di Senofonte, I Memorabili. Entusiasta, dopo avergli dato una scorsa, si sarebbe rivolto al libraio per farsi indicare un qualche personaggio come quelli del libro. Questi gli indicò Cratete, che passava di lì, apparteneva alla scuola dei cinici ed era discepolo del fondatore Antistene.
Interessante conferenza dibattito, organizzata dall'Associazione Italiana Maestri Cattolici, presso il seminario vescovile di Locri.
Quando parliamo di stoicismo non ci riferiamo a una filosofia chiusa in un determinato periodo storico e con una veste immutata.. Essa si dipana classicamente in tre periodi e ancora oggi, possiamo dire, che vi sia una certa cultura che si fregia di questo nome.








