robertopolito

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Benvenuto nel mio sito rinnovato ...Roberto

il sapere

Email Stampa PDF

Vi sono di quelli che imparano solo per il lavoro, ed è stucchevole ordinarietà. /Vi sono di quelli che usano il sapere solo per trarne benefici materiali, ed è sordida avidità/Vi sono di quelli che desiderano il sapere per dominare gli altri, ed è mafia./Vi sono di quelli che imparano per sfoggiare il proprio sapere, ed è vanità./Vi sono di quelli che imparano per il gusto d’imparare, ed è volgare curiosità./Vi sono di quelli che cercano il sapere per migliorarsi, ed è cultura./Vi sono di quelli per i quali il sapere è uno strumento per aiutare gli altri a conoscere meglio se stessi e a maturarsi, ed è carità./
Di tutte le anzidette categorie solo le ultime due non abusano del sapere.

"Il sapere" di Roberto Polito, tratto dalla raccolta "6 POETI DELLA LOCRIDE".

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 05:41
 

La superstrada Jonio-Tirreno sarà chiusa!

Email Stampa PDF

Pensando alle vicende per la realizzazione della superstrada Jonio–Tirreno,a dire il vero travagliate e intensamente vissute da me,quale cronista di “Tribuna del Mezzogiorno” ed dai miei concittadini vale la pena di riviverne le vicende più importanti. Va ricordato che il merito di dare iniziativa spetta all’amministrazione comunale di Mammola che,nel lontano 1968, in una riunione tenuta in un noto ristorante della Limina, con tutti i sindaci (da Roccella a Rosarno) ha illustrato le strategie da adottare per realizzare il progetto,fino ad allora solo delineate, del tracciato relativo alla superstrada.
Relatore del progetto sono stati gli ing. Emilio Logozzo di Santa Cristina d’Aspromonte e Giuseppe Malgeri da Gioiosa Marina,i quali,dopo aver ampiamente relazionato,hanno messo in luce la validità del tracciato odierno(Gioiosa Jonica-Rosarno)rispetto al tracciato Locri- Gioia Tauro.Tutti i sindaci partecipanti si sono mostrati concordi sulla validità dell’opera e si sono impegnati, con tutte le loro forze, nella realizzazione. Ricordo gli appassionati interventi del Dottor Nicodemo Lanzetta ,segretario del Comune di Mammola,deus ex machina dell’incontro,di Rocco Totino,assessore anziano del Comune di Mammola,di Francesco Logozzo,sindaco di Gioiosa Jonica,del sindaco di Maropati Gallizzi,del sindaco di Cinquefrondi Raschellà,del vicesindaco di Roccella Filocamo,del capogruppo consiliare del Comune di Gioiosa Marina Oscar Bombardieri. A sostegno di tale iniziativa citiamo anche lo sciopero generale a Marina di Gioiosa Jonica del 3 marzo 1969, cui parteciparono compatti tutti i cittadini della Vallata del Torbido, bloccando tutte le vie di comunicazione, compresa la ferrovia. Molti degli scioperanti furono denunciati all’Autorità Giudiziaria e solo grazie all’amnistia(avvenuta dopo molti anni)sono stati assolti. Va ricordato,inoltre,l’intervento,in questa fase dell’opera,del sindaco di Mammola Antonio Franconeri che perorò la causa con il Presidente del Consiglio Onorevole Giulio Andreotti, in occasione di una visita di quest’ultimo a Gioia Tauro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Settembre 2010 08:46 Leggi tutto...
 

Stoicismo -Il fondatore-

Email Stampa PDF
Si narra che Zenone, figlio di mercante, andato in Fenicia per comprare della porpora sia naufragato davanti al Pireo e da li se ne sia andato in giro per Atene. Fermatosi presso un libraio sarebbe stato attirato dal libro di Senofonte, I Memorabili. Entusiasta, dopo avergli dato una scorsa, si sarebbe rivolto al libraio per farsi indicare un qualche personaggio come quelli del libro. Questi gli indicò Cratete, che passava di lì, apparteneva alla scuola dei cinici ed era discepolo del fondatore Antistene.
Da quel momento Zenone divenne discepolo di Cratete. Per i cinici, di cui notissimo esponente fu Diogene, saggio è colui che non nasconde nulla e utilizzavano il sarcasmo per denunciare i propri contemporanei che biasimavano. I cinici per insegnare ai propri discepoli di non curarsi dell'opinione altrui imponevano spesso delle prove. A un neofita Cratete impose di seguirlo trascinandosi dietro un'aringa, il ragazzo, vergognandosi buttò via l'aringa e fuggì, al che Cratete: "Un'aringa ha rotto la nostra amicizia". Anche Zenone sarebbe stato sottoposto a una prova e siccome era molto riservato Cratete gli avrebbe imposto di passeggiare nel quartiere del Ceramico con un vaso pieno di purè di lenticchie. Poichè cercava di nascondersi il maestro con una bastonata gli ruppe il vaso, scolando il brodo sul corpo del ragazzo che scappava, mentre Cratete gli gridava:"Perchè scappi piccolo fenicio, non ti ho fatto nessun male". Da Cratete Zenone imparò la modestia e che saggio è colui che vive secondo natura.
All'età di 42 anni fondò la scuola detta prima dei Zenoniani e poi, dal luogo dove era stata fondata, degli Stoici. Ci dice di lui Diogene Laerzio:"Era attorniato di amici mezzi nudi e sbrindellati. Timone lo scherniva perchè si trascinava dietro un nugolo di miserabili che erano i più pezzenti tra tutti gli uomini".Il suo personaggio fa pensare di più al profeta che al retore o al dialettico.
Fuggiva i rapporti con i grandi.Gli Ateniesi ebbero per lui una stima tale che gli offrirono le chiavi della cità, gli donarono una corona d'oro e gli eressero una statua di bronzo. Come visse morì, uscendo da scuola cadde si ruppe un dito e colpendo la terra con la mano disse:"Vengo, perchè mi chiami?". Dopodichè morì. Nato nel 333 a.C. morì nel 263 a.C.
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Giugno 2010 14:01
 

La sfida educativa

Email Stampa PDF
Interessante conferenza dibattito, organizzata dall'Associazione Italiana Maestri Cattolici, presso il seminario vescovile di Locri.
A organizzarla il prof Nicola Chinè, noto uomo di cultura, ex Direttore scolastico, giornalista e sindacalista. Relatore il prof Giuseppe Desideri, Presidente nazionale dell'A.I.M.C. Intervento programmato per il Vescovo  della Diocesi mons. Giuseppe Fiorini Morosini.
Per primo ha parlato il prof Chinè che ha salutato il vescovo che "accanto alle numerose attività, colloca sempre la figura di N.S. Gesù Cristo e ci da speranza, onore e fraternità. In pochi anni ha restituito dignità cristiana." Ha quindi ringraziato il presidente nazionale prof. Desideri, da poco eletto, per aver subito accolto l'invito, in questa torrida estate, a venire a Locri.
Ha proseguito ribadendo i principi ispiratori e le finalità dell'associazione e introducendo al tema del convegno: "Oggi siamo qui per dialogare sulla sfida educativa, come dice la Conferenza Episcopale nel suo progetto e che sarà il grande tema dei prossimi dieci anni".
E' quindi la volta del Vescovo che inizia con l'affermare come oggi il problema educativo sia grave e come vi sia una rinuncia ad educare da parte dei genitori."Paura di essere propositivi per timore di perderli e perciò rinunciano al ruolo educativo".  "come Chiesa non possiamo metterci al di fuori dell'emergenza, siamo dentro con tutte le altre agenzie educative. Non riusciamo ad essere così propositivi da cambiare".Ha quindi raccontato come abbia interrogato dei ragazzi sulla situazione ed essi hanno accusato il distacco, non c'è da parte loro tale fiducia da aprirsi. "Con questi insegnanti non si riesce a entrare nei giovani. Dove andiamo? Dove stiamo andando e cosa abbiamo fatto finora? Come ci poniamo oggi?"Ha continuato constatando come spesso i genitori lasciano i figli abbandonati davanti a internet senza nessun filtro.
Ultimo aggiornamento Sabato 10 Luglio 2010 10:10 Leggi tutto...
 

Stoicismo...filosofia da rivalutare-introduzione-

Email Stampa PDF
Quando parliamo di stoicismo non ci riferiamo a una filosofia chiusa in un determinato periodo storico e con una veste immutata.. Essa si dipana classicamente in tre periodi e ancora oggi, possiamo dire, che vi sia una certa cultura che si fregia di questo nome.
L'etimo è greco ed è stoà che significa portico, in quanto Zenone, fondatore della Scuola insegnò ad Atene vicino alla Stoà poikìle che vuol dire dipinto; infatti il Polignoto l'aveva addobbato con quadri per purificarlo dalle stragi che qui erano state perpretate durante la tirannia dei Trenta.
Zenone ne fu il fondatore ma la Scuola del portico comprendeva tanti altri allievi e maestri. Si distinguono tre periodi:
  1. L'Antica Stoà che ha il suo centro d'attività in Atene nel III° secolo A.C. e di cui si ricordano tre grandi nomi: Zenone, Cleante e Crisippo.
  2. La Media Stoà nel II° secolo A.C. in cui perde il suo originale rigore e inizia a latinizzarsi, i suoi nomi di spicco Diogene di Babilonia e Antipatro di Tarso.
  3. La Nuova Stoà, I° e II° Secolo D.C., praticamente romana abbandona la parte meramente speculativa e si occupa della morale. Appartengono a questo periodo Seneca, Musonio Rufo e soprattutto Epitteto e Marco Aurelio.

Lo studio di questa grande Scuola l'ho intrapreso dopo che, capitatomi in mano, ho letto un libriccino di massime di grande spessore morale quale il Manuale che riporta tutte le massime di un filosofo, fino ad allora a me ignoto, di nome Epitteto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Giugno 2010 07:26 Leggi tutto...
 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 3
BANNER NON COMMERCIALI
Banner
Banner
Banner
UNA CARRELLATA DI BANNER PRODOTTI DA ADMINISTRATOR e d'appresso
Giornale online della Locride
Banner

traduttore sito

EnglishItalianSpanishFrenchGermanRussian

Chi è online

 5 visitatori online

Sondaggio

Manovra economica 2010